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Antibiotico-Resistenza

Il fenomeno della farmaco-resistenza da parte delle varie specie di Campylobacter è in aumento e, in modo particolarmente allarmante, quella relativa ai fluorochinoloni, identificata in Europa alla fine degli anni Ottanta.

Alcuni studi mostrano una correlazione tra l’approvazione all’uso dei fluorochinoloni negli allevamenti e lo sviluppo di Campylobacter resistenti ai fluorochinoloni, sia negli animali che nell’uomo.

Da un rapporto dell’EFSA del 2017 relativo alla resistenza di C.jejuni nel mondo nei confronti dei comuni antibiotici, si evince che una percentuale molto alta (57,7%) degli isolati ha dimostrato di essere resistente alla ciprofloxacina.

Per quanto riguarda i livelli di resistenza alle tetracicline questi sono complessivamente del 45,4%.

Il livello di resistenza all'eritromicina è relativamente basso (2,0%), ma variabile da Paese a Paese.

La resistenza alla gentamicina è complessivamente molto bassa (0,5%), ma alta a Malta (12,5%) e in Italia (5,9%).

Per quanto riguarda la resistenza al co-amoxiclav, questa varia dallo 0,2% al 69,2%.

Lo scopo del progetto TERAPICA consisteva quindi nell’individuare una terapia alternativa all’uso di antibiotici per curare infezioni sostenute da Campylobacter jejuni.

La traiettoria tecnologica di interesse è l’utilizzo di preparazioni fagiche per il controllo di patologie.

La terapia con batteriofagi è uno dei possibili mezzi attraverso i quali la colonizzazione di Campylobacter negli allevamenti avicoli potrebbe essere controllata, limitandone così l’ingresso nella catena alimentare.

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